17 Dic 2024 - Senza categoria
La nostra cooperativa è orgogliosa di presentare un progetto che celebra e valorizza le ricchezze culturali della Sicilia.
Attraverso eventi dedicati alla musica, alla poesia e ai racconti tradizionali, miriamo a riscoprire le radici profonde della nostra terra, offrendo alla comunità un viaggio emozionante tra storia e tradizioni.
PROMUOVIAMO LA CULTURA SICILIANA
Conoscere e valorizzare il patrimonio culturale del territorio in cui si vive equivale a ritrovare le proprie radici di appartenenza, quasi come se si sfogliasse l’album delle foto di famiglia.
Il progetto per la promozione della cultura siciliana attraverso la musica, le poesie antiche e vari racconti, promuove la conoscenza dei fatti e degli eventi che aiutano la comunità a ricostruire la nostra identità culturale.

La promozione culturale siciliana, da noi organizzata, si è svolta presso un edificio pubblico storico, ovvero il Teatro Eschilo di Gela.

Questa non è stata una scelta casuale bensì fortemente voluta proprio perché trattasi di un edificio storico che riesce ad ospitare più di 200 posti così da permettere alla comunità di partecipare e approfondire la conoscenza della cultura anche attraverso i canti siciliani, poesie e racconti.

Il canto popolare siciliano è antichissimo perché antico è il popolo siciliano; per ogni individuo, di qualsiasi etnia o religione, il canto è spontaneo ed accompagna i vari momenti della giornata, i cicli stagionali. Vi sono canti di lavoro (servivano in lavori usuranti e manuali a rendere meno gravoso il lavoro, come i canti spirituals per i negri) canti religiosi, ninne nanne, canti d’amore e di passione, da qui la scelta di diffondere la conoscenza della cultura siciliana attraverso una serie di brani della cantautrice siciliana Rosa Balistreri.
La stessa Rosa canta di avvenimenti e di tradizioni siciliane. Anticipa i tempi e canta di una Sicilia bigotta, violenta, canta di tematiche quali maschilismo e di accordi tra mafia-chiesa.
Ma Rosa Balistresi attraverso la musica diffonde anche poesie e preghiere antiche in dialetto siciliano che oggi non vengono più recitate…quasi perdute. La Sicilia è stata terra di dominio per tanti popoli, dai greci ai romani, dai cartaginesi agli arabi, dai normanni ai francesi ed agli spagnoli.

Ogni dominatore si è integrato con i dominati, si sono mescolate le parlate, i mestieri, i canti, le poesie, le filastrocche, i canti religiosi; dall’incontro della civiltà primitiva siculo-sicana impreziosito dall’esperienza greca delle colonie elleniche, e poi dalla cultura romana, araba, normanna, francese e spagnola, in una parola da questo coacervo di popoli, di costumi, di religioni, nasce il siciliano parlato, una vera lingua capace di esprimere tutti i sentimenti dell’animo umano, dall’amore alla rabbia, dalle dolci ninne nanne alle triste canzoni funerarie, dalle serenate all’innamorata alle storie epiche di uomini o di eventi storici particolari, dai canti dei bambini ai canti dei lavoratori.
Nascono così le poesie e le canzoni cantate dapprima dall’autore e poi per gradimento cantato da altri fino a confondersi l’identità singola del compositore e divenire identità collettiva: canzone popolare.